Avere la fenilchetonuria (PKU) non dovrebbe impedirti di ottenere o mantenere un'eccellente salute generale. Come per il resto della popolazione adulta, anche una dieta sana e varia, il godere di un sonno di qualità e rimanere fisicamente attivi hanno un ruolo importante in questo. Se però siete affetti da PKU, dovrete anche impegnarvi a mantenere i livelli di fenilalanina (Phe) nel range raccomandato per voi.
Sapere cosa può influenzare i livelli di Phe vi aiuterà a capire come affrontare la situazione in caso di un loro aumento. Alcuni dei fattori che possono incidere sui livelli di Phe sono:
Malessere
Attività fisica unita a scarsa alimentazione
Rapida perdita di peso
Cambiamenti ormonali, come durante il ciclo mestruale e le prime fasi della gravidanza.
Consumo in misura superiore o inferiore di scambi di Phe rispetto a quanto consigliato e mancata assunzione del sostituto proteico come prescritto.
Il vostro centro metabolico sarà in grado di fornire ulteriori indicazioni in merito, in modo che sappiate cosa aspettarvi.
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Cosa devo fare se non mi sento bene?
Quando non state bene, il fabbisogno calorico aumenta automaticamente perché il corpo cerca di combattere la malattia e potreste anche notare una riduzione dell’appetito. La combinazione di questi due fattori può spingere l’organismo a scomporre le riserve proteiche dei muscoli per utilizzarle come fonte di energia. Questo processo di scomposizione proteica rilascia Phe nel sangue, provocando un aumento dei livelli di tale aminoacido.
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In caso di malessere e difficoltà a mangiare e bere a sufficienza, è importante che contattiate il vostro centro metabolico.
Se dovete assumere farmaci quando non state bene, ricordate che alcuni medicinali contengono aspartame, che è una fonte di Phe, perciò devono essere evitati (a meno che il medico o il team di specialisti non vi indichino il contrario). Prima di assumere i farmaci, controllate sempre gli ingredienti con il centro metabolico o con il farmacista.
Riportiamo di seguito alcuni suggerimenti su come ridurre al minimo l’aumento dei livelli di Phe durante la malattia:
Cercate di consumare pasti piccoli e frequenti, se tollerati, per garantire un apporto energetico (calorico) adeguato.
Assumete normalmente il vostro sostituto proteico. Se non riuscite a farlo, contattate tempestivamente il centro metabolico.
Considerate gli scambi di Phe. Il centro metabolico può consigliarvi di ridurre gli scambi di Phe se i relativi livelli di sono aumentati. È possibile che tale diminuzione avvenga in modo naturale, poiché l’appetito tende a ridursi durante la malattia.
Rimanete idratati. Fate in modo di assumere liquidi adeguati, soprattutto se i sintomi includono vomito e/o diarrea.
Verificate che i farmaci siano adatti a voi. Fate attenzione alla presenza di aspartame e, in caso di dubbio, chiedete consiglio al farmacista oal centro metabolico. È inoltre importante non mischiare farmaci con il sostituto proteico, perché ne altererebbero il gusto e la consistenza.
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Esercizio e attività fisica
Molti adulti nel Regno Unito non praticano attività fisica. Secondo i dati delle ricerche, il 39% degli adulti non riesce a rispettare le linee guida governative che consigliano di svolgere almeno 150 minuti di esercizio fisico alla settimana.
Sovralimentazione e mancata assunzione del sostituto proteico.
Mangiare troppe proteine naturali (in quantità superiori agli scambi di Phe assegnati) porterà rapidamente a un aumento della Phe nel sangue.
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Inoltre, la mancata assunzione di un sostituto proteico farà crescere ulteriormente il livello di questo aminoacido nel sangue, in quanto la dieta generale sarà carente di proteine e l’organismo inizierà nuovamente a scomporre le riserve muscolari, rilasciando ulteriore Phe nel flusso ematico. Per maggiori informazioni su come condurre una dieta equilibrata, consultate Quantodevo mangiare?